Poste Italiane confermata per il terzo anno consecutivo negli indici di sostenibilità Dow Jones

Poste Italiane in prima linea per la sostenibilità e la responsabilità sociale di impresa. Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale ha ospitato nei giorni scorsi gli interventi dei dirigenti di Poste Italiane, che hanno illustrato la strategia dell’Azienda sotto il profilo etico e sociale, un aspetto non più separabile dalle performance finanziarie.

Gli effetti della crisi climatica

Ciro Ferrari, Responsabile PCL Ingegneria di rete di Poste Italiane, è stato tra i protagonisti del panel “Crisi climatica, quali effetti sul business?”, tra i primi appuntamenti del Salone. Ferrari ha ricordato che “Poste rappresenta una realtà unica in Italia. “Le nostre dimensioni e la nostra capillarità – ha sottolineato – ci rendono responsabili non solo del nostro benessere ma di quello di tutta la comunità. La nostra presenza sul territorio ci impone un approccio che tenda al contenimento della propria impronta ambientale, favorendo la transizione low carbon”. L’Azienda, dunque, può stimolare in modo importante la crescita sostenibile del Paese ed è per questo che è molto forte il percorso di integrazione degli obiettivi ESG e che prosegue con grande determinazione. “L’orientamento sostenibile del business diventa non solo una necessità, ma un’opportunità – continua Ferrari – Su questi principi si basa anche il piano 2024 SI, che nel nome stesso ha questa ambizione: all’interno ci sono obiettivi sfidanti, come quello di diventare carbon neutral entro il 2030, in anticipo rispetto agli obiettivi comunitari”.

Gestione responsabile delle relazioni

In tema di etica e profitto, il Responsabile PCL Ingegneria di rete di Poste Italiane sottolinea che “le aziende non appartengono soltanto ai loro proprietari e alle figure manageriali che le gestiscono, ma rappresentano un bene sociale che interagisce con la società e l’ambiente”. Poste Italiane garantisce questo ruolo con “l’osservanza delle normative, delle politiche e dei codici di condotta interni ed esterni, il rispetto delle regole e la più rigorosa correttezza verso un business etico e responsabile”. L’Azienda riconosce l’etica e la trasparenza come valori fondanti dell’identità aziendale, driver di una gestione responsabile delle relazioni intrattenute con le diverse tipologie di stakeholder: “Per tale motivo, il Gruppo si è dotato di un Codice Etico, di un ‘Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 e di un modello di compliance integrata’ e a presidio del Codice Etico “di un sistema di segnalazione e di un Comitato Etico con il compito di gestire le segnalazioni e le violazioni”.

La presenza sul territorio

Marcello Grosso, Responsabile del Governo dei Rischi di Gruppo di Poste Italiane, ha parlato dell’impegno dell’Azienda per la vita dei Piccoli Comuni durante il panel “Quando la sostenibilità aiuta la relazione”.  “Il sostegno al territorio e al Paese costituisce un elemento fondante della nostra strategia – ha ricordato Grosso – È una sfida importante perché, purtroppo, il sistema economico finanziario sta andando sempre più verso una razionalizzazione, quindi degli sportelli presenti sui territori, con un ridimensionamento sempre più evidente. Anche Poste Italiane si è trovata di fronte a questo enigma, cioè se ridimensionare la nostra presenza sui territori oppure invertire la tendenza e amplificare il nostro ruolo e attraverso, quindi, il mantenimento di una capillarità sul territorio. La presenza nei piccoli Comuni purtroppo è diventata un elemento sempre più difficile – ha sottolineato il responsabile del Governo dei Rischi di Gruppo – Quando si pensa a Poste Italiane, oggi si pensa un luogo simile alla stazione dei Carabinieri, perché nelle piccole realtà purtroppo è venuta meno la presenza di altre realtà economiche. È una sfida importante perché dal punto di vista della sostenibilità economica non è facile traguardare l’obiettivo. Però la sfida è stata proprio questa: stare vicino ai territori, sostenere le Istituzioni e far sì che esse possano avvalersi della nostra attività”.

La sfida del digitale

Grosso ha inoltre ricordato come la presenza sul territorio sia determinante per contribuire a eliminare o ridurre il digital divide. “È ancor più importante la presenza sul territorio per garantire, e aiutare la popolazione, soprattutto quella in età più avanzata, a transitare quindi verso il digitale nel modo più rapido possibile”. Ricordando gli incontri con i Sindaci d’Italia prima della pandemia, Grosso ha concluso: “La sfida che ormai non possiamo più procrastinare è ora quella di coinvolgere i nostri stakeholder, i nostri fornitori, nell’adozione concreta delle linee guida, delle policies, delle iniziative che noi promuoviamo all’interno dell’Azienda, devono seguirci. Perché per noi, che siamo una grande Azienda, è più facile investire sui temi della sostenibilità”.

Due facce della stessa medaglia

Protagonista del panel “Investitori e misurazione del valore” è stato invece Massimiliano Riggi, Head of Investor Relations and Business Insight, che ha evidenziato come sostenibilità e performance finanziare debbano essere considerate due facce della stessa medaglia. “L’esperienza di Poste è abbastanza peculiare”, ha osservato Riggi ricordando 160 anni di storia dedicati a soddisfare i bisogni dei clienti per contribuire alla costruzione di una società evoluta. Oggi Poste opera nel rispetto del ruolo sociale, della sostenibilità ambientale, del benessere dei dipendenti e dei ritorni sostenibili per gli investitori. “Sono orgoglioso di come siamo riusciti a interpretare il nostro ruolo: durante la pandemia siamo riusciti a far capire anche ai nostri investitori istituzionali mostrando la nostra capacità di essere resilienti sul mercato. Abbiamo dovuto rendere il nostro patrimonio misurabile – ha aggiunto Riggi – in un percorso su cui abbiamo fatto passi da gigante”. Il Piano di Poste comprende “una serie innumerevole di indicatori” che hanno permesso di strutturare bene “quello che è nel nostro Dna, per renderlo misurabile e comunicabile”.

Un pilastro consolidato

Riggi sottolinea quindi un “cambiamento epocale” dettato dalla consapevolezza che Poste “è uno di quei casi in cui la sostenibilità e la performance finanziaria non sono obiettivi su cui trovare un equilibrio, ma sono due facce della stessa medaglia. Abbiamo costruito e rafforzato il nostro pilastro principale che è la fiducia degli italiani – ha concluso – ma è stato percepito anche dai nostri investitori come la capacità di essere resilienti in circostanze storiche uniche”.