La Capitale della Cultura nella terra del Postino, l’indimenticabile film d’addio di Massimo Troisi. La scelta di Procida come Capitale italiana della cultura 2022 è il riconoscimento per una delle perle italiane del Mediterraneo. Un’isola dallo straordinario patrimonio storico, artistico, ambientale e culturale: un laboratorio di felicità sociale che può diventare un esempio di ripartenza per il Paese. Un’isola dove Poste Italiane è un riferimento con l’Ufficio Postale e, naturalmente, con i suoi portalettere, onorati di lavorare in una terra iconica, che rimanda al capolavoro diretto da Michael Radford nel 1994, il film girato tra Procida e Salina, ultima pellicola interpretata da Massimo Troisi, che recapita la posta a Pablo Neruda.

Il postino del passato e del futuro
Raffaele Tizzano, portalettere di 39 anni, da sette anni lavora sull’isola. A differenza di altri posti più grandi dove ha lavorato, ci spiega, “qui sono potuto diventare una figura di riferimento, una persona di fiducia che viene spesso invitata nelle case per un caffè o un consiglio”. Certo la toponomastica dell’isola non è “perfetta” e anche qui come in molti altri piccoli centri il postino consegna la corrispondenza per conoscenza: “Sono una sorta di intermediario tra il portalettere digitalizzato del 2021 e quello di una volta, che per consegnare la posta ha bisogno di conoscere bene i posti e i volti del luogo” scherza Raffaele. Anche per lui le speranze in vista del 2022 sono tante: “Spero che riusciremo a mantenere le nostre tradizioni culturali e che si realizzi un turismo di qualità, non di massa perché l’isola è davvero piccola”. La fortuna di vivere nell’isola del Postino si traduce anche in momenti di incanto quotidiano: “Resto a bocca aperta di fronte ai panorami che ci offre questa terra: tutta questa bellezza mi regala una forte energia per consegnare la posta sempre con un sorriso, anche in tempi come questi. Forse ancora non abbiamo realizzato quello che ci sta accadendo: il turismo è iniziato dal 1994, dopo il film con Troisi, fino al boom di oggi”. Anche sull’isola è aumentato esponenzialmente l’e-commerce: nell’ultimo anno si consegnano dai 300 ai 400 pacchi al giorno.

Da Napoli all’alba fino allo sportello
Anche in Ufficio Postale la notizia della nomina di Procida ha portato fermento. Immacolata Miroballo, 27 anni, è operatrice di sportello da pochi mesi, ha cominciato a luglio. Vive a Napoli, e ogni mattina prende il traghetto e arriva a Procida dopo circa un’ora di viaggio: prima di varcare la porta dell’Ufficio Postale si concede una passeggiata nei vicoletti dell’isola per conoscerla meglio e scorgere nuovi panorami. “Sono una persona nuova sull’isola, ma mi salutano già tutti per strada. Tanti mi dicono ‘che fortuna averti trovata’. Quando sono ‘atterrata’ a Procida, mi son sentita come nel libro di Elsa Morante, L’isola di Arturo, dove ‘l’isola è un ragazzo immerso in un mondo’. Perché Procida è davvero un luogo magico e molto diverso dalla periferia napoletana dove vivo”. E Immacolata, ogni giorno, si sente “arricchita, perché è un’isola innovativa, che conserva però lo spirito di un borgo marinaro. Mi sento privilegiata a lavorare in un posto paradisiaco come questo”.

Cosa accadrà nel 2022 a Procida
Procida, la più piccola delle isole del Golfo di Napoli, è la prima isola ad aggiudicarsi il titolo. Il programma per il 2022 comprende 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali e 8 spazi culturali rigenerati tra cui quello dell’ex carcere di Terra Murata. Con l’evocativo slogan “La cultura non isola”, il progetto è ispirato all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sulla sostenibilità ed è il frutto di un percorso che ha coinvolto la popolazione poiché centrato su un modello di vita urbana attiva, orientata alla cultura e ai desideri della comunità. Il programma è suddiviso in cinque sezioni: Procida Inventa (con progetti che pianificano processi artistici: mostre, cinema, performance); Procida Ispira (progetti che candidano l’isola quale fonte d’ispirazione, sia come luogo reale, che come spazio dell’immaginario); Procida Include (progetti di inclusione sociale che utilizzano i linguaggi dell’arte come strumenti di espressione dell’individuo posto in relazione alla collettività); Procida Innova (progetti che promuovono il rapporto tra cultura e innovazione in un percorso di ripensamento strategico del patrimonio culturale); Procida Impara (progetti che promuovono il rafforzamento di una comunità educante) con attenzione ai bisogni dei più deboli e nel rispetto delle diversità di etnia e culturale e volto alla inclusività.