È prorogata a sabato 30 gennaio l’apertura della mostra “La paura del contagio. Oggi come allora”, realizzata dalla direzione del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa e allestita nel salone delle Poste centrali di Trieste, in Piazza Vittorio Veneto 1. La mostra storica, ricca di appigli con il presente, racconta come l’uomo attraverso i secoli sia riuscito a sopravvivere alle epidemie che ciclicamente hanno colpito intere popolazioni. Eppure, oggi come allora, la malattia contagiosa sconosciuta che colpisce a tradimento, senza avvertimento, senza pietà, dilagando incontrollata fra la popolazione e che non si sa come curare, rappresenta per l’uomo, un flagello, una sciagura che mette in grave difficoltà intere società.

Ventidue poster storici
Sarà proprio la comparsa della peste in Europa nel XIV secolo, l’inizio di una catastrofe, che nell’arco di cinque secoli, diverrà la principale causa di distruzione demografica. Ma se la peste viene definita la “madre di tutte le epidemie”, verso la fine del Cinquecento altre malattie misteriose ed incurabili si affiancano ad essa quali il tifo, la malaria, il vaiolo e nell’Ottocento il colera, diventando dei giustizieri invisibili di migliaia di persone, contro i quali, l’uomo del tempo, reagirà esclusivamente con la prevenzione e l’isolamento. Attraverso 22 poster esplicativi, disposti nel salone delle Poste Centrali, la mostra trasporta il visitatore indietro nei secoli, aiutandolo a comprendere come spesso la storia si ripeta. Oltre ai documenti originali d’epoca si può ammirare un pezzo rarissimo: il Rastrello per la disinfezione delle lettere, unico nel suo genere e perfettamente conservato dal Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste, usato alla metà del ‘700 nel locale lazzaretto Santa Teresa per disinfettare tutta la corrispondenza in arrivo dall’oriente. La mostra continua a essere visitabile dai cittadini che accedono alle Poste Centrali (no visite guidate) fino a sabato 30 gennaio, nei seguenti orari: da lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato dalle 8.30 alle 12.00.