Ha stravolto le nostre vite. Il Covid-19 ha fatto irruzione nel quotidiano e ha completamente cambiato le nostre abitudini. In tutti i settori. E non poteva essere altrimenti anche per quanto riguarda il mercato dei pagamenti digitali in Italia. Nei primi sei mesi del 2020, segnati dall’emergenza Covid-19, i pagamenti digitali fanno segnare una decrescita (-6,3%) ma molto più contenuta rispetto al calo complessivo dei consumi in Italia (stimato del -10,4% e -29,7% rispettivamente nei primi due trimestri1). A certificarlo è la nuova edizione dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano. Nel report si evidenzia come nonostante una riduzione generale dei consumi, alcuni indicatori relativi ai pagamenti digitali risultino in netta crescita. È il caso, ad esempio, dei pagamenti con carta in modalità contactless: nel primo semestre del 2020 sono infatti state registrate 760 milioni di transazioni (+17% rispetto al primo semestre 2019) per un totale di 31,4 miliardi di euro (+15%). A fine 2020 si stima che il contactless raggiungerà un valore tra i 74 e gli 80 miliardi di euro (rispetto ai 63 dello scorso anno), con una penetrazione del 37% sul totale delle transazioni con carta (ancora più elevata se si guardano alle sole transazioni in negozio). Si confermano in crescita anche i pagamenti da smartphone in negozio, che, in questo periodo di incertezza, crescono del +80% circa rispetto al primo semestre dello scorso anno, sfiorando quota 1,3 miliardi di euro tra gennaio e giugno 2020. Relativamente giovane come fenomeno, il Mobile Payment ha ampie potenzialità di crescita e gli italiani lo stanno adottando con frequenza sempre maggiore: in questo periodo è particolarmente apprezzata come modalità anche perché garantisce un’esperienza di pagamento senza alcun contatto con gli operatori in cassa, banconote o terminali POS. Ed è un trend destinato a crescere. Perché l’Italia, pur restando fanalino di coda in termini di pagamenti digitali in Europa, si sta aprendo a nuovi scenari che possono stimolare il ricorso a pagamenti digitali. Come sottolinea Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments, un input può arrivare dallo “stanziamento di 1,75 miliardi di euro per i pagamenti con carta di credito o bancomat (il cosiddetto cashback), il credito d’imposta per gli esercenti sul 30% delle commissioni addebitate per le transazioni elettroniche e la conferma dell’abbassamento della soglia massima di contante (che arriverà a 1.000 € nel 2022)”.