A inizio agosto hanno ricevuto anche la visita del Presidente del Consiglio. Giuseppe Conte voleva vedere da vicino il lavoro in una terra che, confiscata alla mafia, produce i veri frutti della legalità. E chissà che non riceva anche il premier una bottiglia di passata di pomodoro biologica, che la cooperativa sociale Altereco di Cerignola (Foggia) è pronta a consegnare. Sono infatti arrivate le prime due pedane contenenti circa 1.900 bottiglie di passata di pomodoro biologica, pronte per essere consegnate alla vendita diretta a quanti ne vorranno ordinare e sostenere in questo modo un progetto che coniuga lotta alla mafia e inserimento lavorativo. Le altre bottiglie in arrivo, invece, dopo l’etichettatura saranno immesse nel circuito dei supermercati Coop per allargare la rete degli acquirenti e la conoscenza del progetto.

Contrasto al caporalato
Così, il nuovo sogno della cooperativa sociale Altereco entra nel vivo. E ha il marchio di fabbrica della produzione firmata “Terra Aut”, in Contrada Scarafone, sui terreni confiscati alla mafia. L’obiettivo, d’altronde, resta quello di sempre: ribadire la possibilità di trasformare un luogo simbolo del potere criminale in avamposto di legalità, di economia sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo, di antimafia sociale. Per riuscirci, tutto il processo produttivo ha visto il coinvolgimento di migranti e persone affidate dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Foggia, favorendo in questo modo il contrasto al caporalato e il reinserimento socio-lavorativo. La prima fase ha previsto la lavorazione del terreno e la piantumazione di 30.000 piantine. La seconda fase ha coinvolto il gruppo nella raccolta finale del pomodoro, svoltasi alternando la tecnica manuale con quella meccanica, permettendo così di comprendere meglio i processi legati alla filiera del pomodoro.