Trovare un lavoro che non esiste, nel vero senso dell’espressione. I professionisti del futuro entreranno in un mondo del lavoro completamente nuovo: il 65%, entro il 2025, eseguirà lavori non esistenti al giorno d’oggi. Incrociando l’indagine ‘The Future Is What It Used To Be’, CITI and Oxford Martin School e dati Adecco, Unioncamere, Anpal, Excelsior, emerge come il 24% posti che si creeranno saranno nell’IT: il 30% per esperti Intelligenza artificiale e Big data, il 41% per ingegneri informatici, il 17% per sviluppatori di software e coding, il 12% per professionisti dell’IOT, internet of things (domotica e altro) ed esperti di comunicazione digitale ed e-commerce che in questo ultimo periodo è cresciuto in modo esponenziale anche per il lockdown e lo smart working. Le imprese digitali cercheranno tra i 210 mila e 267 mila lavoratori con specifiche competenze matematiche e informatiche per i lavori digitali. Una spinta arriverà dalla tecnologia, dal digitale e dall’automazione: l’accelerata di questi settori, secondo il World Economic Forum, nei prossimi 3 anni, a livello globale porterà alla nascita di 133 milioni di nuove opportunità occupazionali, a fronte di 75 milioni di posti di lavoro destinati a scomparire. Solo in Italia, secondo Unioncamere, ci sarà bisogno di 2.5 milioni di occupati in più. E le aziende italiane sono impegnate anche a innovare dall’interno: tre su quattro hanno infatti annunciato che per fare fronte alla crisi, nei prossimi sei mesi metterà in campo azioni di reskilling del personale già presente in azienda. Anche i big del tech guardano in prospettiva: Facebook, Amazon, Google assumeranno ingegneri, data analyst, esperti di sicurezza informatica e progettisti di software. Nel dettaglio entro la fine dell’anno Facebook inserirà 10mila lavoratori per lo sviluppo dei prodotti e per i team di ingegneria informatica. Saranno 20mila, invece, i nuovi posti di lavoro nel settore della tecnologia per Amazon, oltre alle 175.000 nuove opportunità di lavoro nel settore delle spedizioni e della logistica. Tornando al report, il 19% dei futuri lavoratori saranno professionisti per l’industria: in ambito della robotica (24%), della stampa in 3D (16%), nel settore automobilistico (26%), trasporti e logistica(10%) e altro(24%). Novantamila, invece, saranno le ‘job vacancy’ nell’industria dei macchinari, delle attrezzature e dei mezzi di trasporto. Saranno ricercate anche figure nelle telecomunicazioni, media (5%), educazione (3%), creatività (3%) e sharing economy (3%). Qui si prevede che saranno 200mila le opportunità nel settore dell’istruzione e dei servizi formativi. Infine il 7% dei profili richiesti sarà nel comparto finanziario, l’8% in quello delle commodities. Mentre nel settore dei beni di consumo e quindi commerciale saranno necessari il 5% dei profili.