Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale

Nel lungo periodo del lockdown non ha mai fatto mancare i suoi autorevoli consigli, ponendosi come una sorta di garante “aggiunto” della Costituzione a contatto quotidiano con l’opinione pubblica. Settimana dopo settimana, Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, ha difeso i “paletti” della nostra Carta intervenendo sulle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, sul rapporto tra Stato e Regioni e sull’importanza della competenza per la tenuta democratica del nostro Paese. Ma cosa ha insegnato la pandemia agli italiani? “Paura, attenzione a quello che avviene nella comunità nazionale, disciplina”, risponde il professore facendo un bilancio del rispetto dei diritti costituzionali. Il dilemma tra salute e lavoro non è certo una novità per il nostro Paese. Nel contesto della crisi post-Covid, Cassese incoraggia “la moltiplicazione degli investimenti in conto capitale, pubblici, e nell’incentivazione degli investimenti privati”. “Avrebbero dato lavoro e risorse – commenta il giurista – Invece si è scelta una impostazione risarcitoria ed effetti di breve durata”.

Il ruolo di Poste
Al più grande giurista italiano abbiamo chiesto cosa pensa della funzione svolta da Poste Italiane. Nei mesi dell’isolamento, gli italiani hanno avuto la conferma che – oltre naturalmente a medici, infermieri e forze dell’ordine – ci sono altre categorie essenziali per il funzionamento del Paese e per il rispetto delle nostre libertà, tra cui la libertà della corrispondenza e della stampa. Ritiene Cassese che questa presa di coscienza collettiva possa diventare motivo di coesione sociale? “Lo è certamente – risponde il professore – anche se ci si potrebbe chiedere perché le edicole dei giornali siano state considerate più importanti dei luoghi di culto” rimasti chiusi più a lungo. Parallelamente, nonostante il massiccio ricorso alla posta elettronica, alle videoconferenze, la popolazione ha certamente riscoperto il valore del servizio postale universale: “Poste Italiane – conclude Cassese – è per vocazione un grande “connettore”. Ritengo che questo compito abbia un grande futuro”.